Il senatore democratico statunitense Patrick Leahy e il suo collega repubblicano Jeff Flake hanno domandato al governo nordamericano l’eliminazione del blocco commerciale, economico e finanziario contro Cuba, imposto da più di 50 anni.

I nordamericani desiderano un cambio nella nostra politica verso L’Avana e il presidente Barack Obama deve ascoltare la maggioranza dei cittadini che in tutto il paese stimano che c’è molto da guadagnare se si elimina questa reliquia della Guerra Fredda, hanno segnalato.

In un articolo d’opinione pubblicato nel quotidiano The Miami Herald, i due senatori citano una recente inchiesta del Centro Latinoamericano del Consiglio dell’Atlantico che dimostra che esiste un forte contrasto tra l’’attuale atteggiamento degli statunitensi verso questo tema e la politica arcaica di Washington.

"Una vasta maggioranza di nordamericani di ogni regione del paese e di differenti partiti politici appoggia la normalità delle relazioni con Cuba, segnala il documento che inoltre ricorda che il margine dell’appoggio è del 61%, parando di elementi specifici come l’eliminazione della proibizione dei viaggi a Cuba degli statunitensi; la facilità nelle transazioni commerciali e negli  incontri con il governo cubano su temi bilaterali come la lotta contro la droga.

Nello stato della Florida, dove si trova la maggior popolazione di cubano-americani, la ricerca ha incontrato una maggior percentuale per la normalità dei vincoli, con il 63%, mentre a livello nazionale il 56% appoggia un cambio di rotta nelle relazioni con l’Isola.

Circa il 67% degli abitanti nella Florida favorisce l’eliminazione di tutte le restrizioni per gli statunitensi di fare viaggi a Cuba, mentre l’82% appoggia la realizzazione di riunioni con funzionari cubani per le questioni d’interesse reciproco, segnalano i legislatori.

Sono cinque decenni, più di mezzo secolo  con questa misura coercitiva applicata contro l’Isola e durante questo tempo è sparita l’Unione Sovietica è terminato il regime di apartheid in Sudafrica e sono state ristabilite le relazioni con la Cina e il Vietnam, ma gli Stati Uniti ancora  rifiutano di riesaminare la loro politica verso Cuba.

Invece d’isolare Cuba con questa politica d’epoca ci stiamo isolando noi stessi, segnala il testo d’opinione scritto da Leahy e Flake,  che ricorda anche la visita recente di alleati degli Stati Uniti  a L’Avana, come i presidenti di Colombia e Messico, al Vertice della CELAC.

Il blocco statunitense è costato al popolo cubano più di un bilione 157.327 milioni di dollari e costituisce una violazione della Carta delle Nazioni Unite e delle norme del Diritto Internazionale. La comunità internazionale ha già condannato e reclamato l’eliminazione immediata di questa misura per 22 anni di fronte all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. ( Traduzione Granma Int.) 

 ROBERTO GARCIA HERNANDEZ

http://www.granma.cu/italiano/esteri/12febrero-senador.html

 

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