Il II Vertice della Comunità  degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi - CELAC - ha attirato l’attenzione della comunità internazionale alla quale i 33 Stati indipendenti dell’America Latina e dei Caraibi hanno dato una nuova lezione d’integrazione e di spirito di collaborazione,  con l’obiettivo di risolvere le principali problematiche che devono affrontare.

Molti media della stampa regionale lo hanno confermato, come La Jornada del Messico, che ha pubblicato: “Il successo osservato già all’inizio del Vertice della CELAC pone in evidenza  soprattutto la nuova direzione politico-diplomatica nel continente e si dev’essere felici per questo”.

Il quotidiana boliviano “La Razón” ha segnalato in vari articoli il dialogo sviluppato nell’incontro a favore dell’unità della CELAC  come culmine di un lungo processo d’affermazione politica dell’America Latina di fronte agli Stati Uniti”, ha commentato.

Sulla stessa linea “Uchile” ha riferito che con il consolidamento della CELAC si aprono nuove relazioni lontane da vecchi paradigmi, nella cornice di distinte proposte ideologiche nel continente (...) Nuove relazioni che poco a poco si allontano dagli Stati Uniti in un piano politico.

Telesur ha segnalato che il Governo rivoluzionario di Cuba ha svolto per un anno, che è terminato ora, la Presidenza Pro Tempore della CELAC, e questa elezione d’esercitare questo importante posto è stata una dimostrazione della determinazione dei governi latinoamericani e caraibici sull’unità e l’adesione di determinare per se stessi il corso da seguire in questo difficile cammino comune.

Il quotidiano “El Colombiano” ha iniziato uno dei suoi  articoli sull’appuntamento, scrivendo che è chiaro per tutti gli analisti consultati da questo quotidiano, che Cuba esce più forte da questo secondo Vertice della Comunità dei paesi della regione  riportato da  L’Avana  da 196 media di comunicazione di 29 paesi con quasi 700 giornalisti. 

(Traduzione Granma Int.)

http://www.granma.cu/italiano/cuba/31enero-ilmondo.html

 

 

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